Italia: BOLSENA
 

Siamo una piccola comunità, presente qui a Bolsena, città eucaristica per eccellenza, nella storia della Chiesa, dal 1889. Dall'Anno del Grande Giubileo, ci dedichiamo all'accoglienza di gruppi di pellegrini in cammino sulla via Francigena verso Roma, offrendo ospitalità per giornate di spiritualità e ad iniziative di carattere culturale.

 

L'animazione della liturgia in parrocchia e la catechesi, la visita nelle famiglie, portando Gesù Eucaristia agli ammalati sono la forma essenziale della nostra missione, oltre all'attività sanitaria che svolgiamo nel piccolo ambulatorio della nostra Comunità.

 

“CASA PER FERIE”

Religiose SS. Sacramento
Piazza S. Cristina, 14
01023 Bolsena (VT)
Tel/Fax
0761-586.210 / 0761-799.058
e-mail: rsssbolsena@libero.it

Come arrivare...

In pulman
I principali comuni della Tuscia sono serviti dalle autolinee Co.Tra.L. (tel. 0763/734.814), Sira (tel. 06.4392463) e ATC (tel. 0763/301.224) con collegamenti che avvengono con Roma, Viterbo, Orvieto, Abbadia San Salvatore e Pitigliano, oltre che tra un paese e l'altro.

In treno
Le stazioni ferroviarie più vicine sono quelle di Orvieto (tel. 0763/300.434) e Chiusi (tel. 0578/200.74).

Se si proviene da Roma: si possono prendere tre diverse strade: l'Aurelia fino a Montalto di Castro e girare a destra in direzione Canino sulla via Castrense; la Cassia bis e dopo 70 chilometri tovarsi in pieno centro a Viterbo o prendere l'autostrada A1 (tratto Roma-Firenze) e uscire a Orvieto e proseguire in direzione di San Lorenzo Nuovo o di Bolsena.

Per chi arriva da Viterbo: si può prendere la strada statale Cassia in direzione Siena e viceversa da Siena percorrere la stessa strada statale in direzione Viterbo.

 

 

Città di BOLSENA

La città di Bolsena accoglie l'ingresso dei visitatori, con un cartello che svela, tra le righe, il senso di un passato ricco di mistero e spiritualità. Recarsi nel piccolo borgo medievale i giorni intorno al 23 e 24 luglio può essere un modo indimenticabile per scoprirlo. In quei giorni, infatti, il cuore pulsante di Bolsena si anima di una delle più sentite e commosse manifestazioni di fede, la solennità di Santa Cristina di Bolsena, culminante nella tradizionale azione scenica dei cosiddetti "Misteri" – quadri plastici viventi – sulle piazze della città. Ma anche nei periodi di "normalità" non è difficile, per i visitatori che decidano di inoltrarsi lungo le strade interne, scoprire da soli la storia di quel miracolo così importante per la cittadina da essere evocato nell'insegna di benvenuto. Perché – parafrasando un noto detto riferito alla capitale romana – a Bolsena tutte le strade portano alla Basilica di Santa Cristina, proprio là dove l'espressione tangibile del prodigio eucaristico si rivela in tutta la sua veridicità. La Basilica custodisce, infatti, le spoglie della undicenne Cristina, martire cristiana e patrona di Bolsena, il cui supplizio di fede non rimase nel tempo sconsacrato, anzi sollecitò il papa Urbano IV ad istituire in tutto il mondo cattolico la festività del Corpus Domini. Il miracolo dell'eucaristia mutata in carne sanguinante durante la celebrazione della S. Messa è infatti intimamente collegato alla dolorosa vicenda della piccola martire, torturata dal suo stesso padre a causa della sua fede cristiana, che il sacerdote boemo Pietro da Praga aveva evocato a lungo il giorno prima della celebrazione, nell'anno 1264. Oltre le spoglie di Cristina la chiesa conserva alcune reliquie del miracolo, pezzi di marmi con i segni visibili del prodigio. La notte del 23 luglio la statua della Santa viene traslocata dalla Basilica alla Chiesa del Santissimo Salvatore e, durante il percorso, i bolsenesi fanno rivivere su palchi di legno – in forma muta ed immobile – gli episodi salienti del martirio. Alla mattina del 24 la statua viene riconsegnata alla sua Cattedrale. Quella che si svolge a Bolsena da quasi ottocento anni è una festa solenne tra folclore e religione, vera e propria reliquia vivente del dramma sacro. Oltre a Santa Cristina il lago è l'altro termine di un binomio inscindibile da sempre associato alla ridente cittadina del Lazio, che sorge proprio sulle rive del lago omonimo, sulla Via Cassia, a 100 Km da Roma.

Chiesa di S. Cristina
Fu eretta nel XI sec. e più volte restaurata. All'interno si apre uno scenario emozionante, altari, nicchie, cappelle, quadri, tele, affreschi e sculture di varie epoche e di raro interesse storico. Immagini che rievocano momenti storici riguardanti la vita di S.Giorgio e S.Cristina patroni della città.
Nella cappella del miracolo sono venerate tre delle famose pietre bagnate dal sangue del miracolo. Nella grotta, ricavata durante il taglio delle catacombe nel IV secolo, è custodito l'altare del miracolo dove giace la pietra con le impronte della santa che, secondo la leggenda, sorresse il suo corpo nel lago. Da qui si accede al sepolcro di S. Cristina e alle catacombe, i cui reperti rinvenuti sono esposti nella cappella di S. Leonardo.
Bella chiesa romanico-rinascimentale con affreschi e dipinti. Famosa la "Cappella del Miracolo", dove un prete boemo incredulo nel 1263 vide sgorgare sangue dall'Ostia consacrata (l'episodio è ricordato in uno dei mirabili affreschi di Raffaello nei Musei Vaticani di Roma). Vicina è la "Grotta di S. Cristina", che faceva parte di una catacomba, con ciborio del IX secolo ed una ancora in terracotta policroma di G. della Robbia.

Orario: estivo 7 - 12:30 - 16 - 20 /\-\/-/\ invernale 7 - 12:30 - 15 - 18

Il Miracolo di Santa Cristina
Nel 1263 accadde un avvenimento straordinario, famoso in tutto il mondo: nella grotta di S.Cristina, mentre un prete boemo celebrava la messa, spezzò il famoso pane azzimo dal quale iniziò miracolosamente a sgorgare del sangue che bagnò il pavimento e l'altare. Il miracolo venne consacrato da papa Urbano IV con la festa del Corpus Domini, ispirando Raffaello negli affreschi delle stanze Vaticane. Bolsena si trova sull'asse viario della “Via Francigena” lungo il tracciato proveniente da Canterbury, passando per Acquapendente, i pellegrini scendevano a Viterbo per dirigersi a Roma.

 

 

Via Francigena

Denominata Francigena o "Francesca", conosciuta anche con il nome di Romea letteralmente "strada originata dalla Francia" (nell'accezione medioevale si intendeva indicare oltre alla Francia attuale il territorio che si estende lungo l'asse renano sino ai Paesi Bassi) essa costituì', nel Medioevo, la direttrice privilegiata per mettere in comunicazione le città del regno italico con il mondo d'oltralpe.

Attraverso il Gran S. Bernardo per Aosta o dal Moncenisio per Torino (ostensione della Sacra Sindone) e quindi Pavia, Piacenza, Lucca, S. Gimignano, Siena, Bolsena, Viterbo, Sutri. Infine Roma, entrando per ponte Milvio e poi da piazza del Popolo.

Sigerico, frate di Glastonbury, divenuto Arcivescovo di Wiltshire e poi Arcivescovo di Canterbury, nel 990 si mise in cammino sulla via Francigena per incontrare Papa Giovanni XV. L’Arcivescovo percorse a piedi circa 3.500 chilometri, tra andata a Roma e ritorno a Canterbury. Il viaggio di ritorno, durato 79 giorni, è descritto in un suo diario conservato alla British Library di Londra.
L’associazione europea denominata "Confraternita dei Romei della Francigena" ha promosso la rivisitazione dell’antico percorso medioevale come itinerario storico e di fede legato anche all’evento mondiale del Giubileo del Duemila.